I microbi intestinali: segreto di grandi cervelli? Uno studio ridefinisce evoluzione e salute.

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Di Maria Astona
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Sagoma del cervello riempita con microbi intestinali colorati.

RomeI microbi intestinali potrebbero avere un ruolo cruciale nello sviluppo dei nostri cervelli più grandi. Uno studio condotto dalla Northwestern University ha scoperto che questi piccoli organismi possono influenzare il modo in cui i nostri corpi producono e utilizzano energia, con conseguenze sulla crescita cerebrale. I ricercatori hanno trasferito i microbi intestinali di umani e scimmie scoiattolo in topi, ottenendo risultati interessanti.

Risultati principali inclusi:

  • I topi con microbi umani e di scimmia scoiattolo hanno prodotto e utilizzato più energia.
  • I topi con microbi di macaco hanno accumulato più energia sotto forma di grasso.
  • I microbi intestinali potrebbero guidare l’evoluzione modificando la fisiologia degli animali.

Il nuovo studio fornisce una comprensione innovativa sull'evoluzione umana, mettendo in discussione le precedenti concezioni sull'uso dell'energia e il metabolismo nei primati con diverse dimensioni cerebrali. Le ricerche passate si concentravano principalmente sui fattori genetici e ambientali che influenzano lo sviluppo del cervello, spesso trascurando il ruolo centrale del metabolismo. Le nuove scoperte evidenziano che i microbi intestinali sono fondamentali non solo per la digestione, ma anche per soddisfare le crescenti esigenze energetiche dei cervelli più grandi.

Importanza dello studio per la salute moderna

Lo studio non si limita a rivelare aspetti delle culture antiche, ma mette in discussione l'impatto dei batteri intestinali sui problemi di salute attuali, come obesità o diabete. Alcuni batteri potrebbero migliorare l'uso dell'energia, aiutando quindi a gestire queste malattie. Anche le sostanze chimiche che producono potrebbero avere un ruolo cruciale. Gli scienziati sono desiderosi di scoprire quali sono queste sostanze e in che modo potrebbero influenzare il sistema immunitario e il comportamento umano.

Questi risultati sono preliminari, quindi c'è ancora molto da approfondire. Studi dettagliati su diverse specie di primati con varie dimensioni cerebrali potrebbero fornire ulteriori informazioni. In questo modo, si potrebbe identificare quali gruppi di microbi beneficiano maggiormente la funzione cerebrale e la salute complessiva.

Recenti scoperte indicano che lo sviluppo del cervello e dell'intestino sono più collegati di quanto si pensasse in passato. Questa comprensione potrebbe rivoluzionare il nostro modo di concepire l'interazione tra i sistemi del corpo. Le nuove informazioni potrebbero portare a innovativi trattamenti medici, specialmente nei campi dell'uso energetico e della salute cerebrale. Con il progredire della ricerca, questo settore promette di rivelare ciò che ci rende unici come esseri umani.

Lo studio è pubblicato qui:

http://dx.doi.org/10.1099/mgen.0.001322

e la sua citazione ufficiale - inclusi autori e rivista - è

Elizabeth K. Mallott, Sahana Kuthyar, Won Lee, Derek Reiman, Hongmei Jiang, Sriram Chitta, E. Alexandria Waters, Brian T. Layden, Ronen Sumagin, Laura D. Manzanares, Guan-Yu Yang, Maria Luisa Savo Sardaro, Stanton Gray, Lawrence E. Williams, Yang Dai, James P. Curley, Chad R. Haney, Emma R. Liechty, Christopher W. Kuzawa, Katherine R. Amato. The primate gut microbiota contributes to interspecific differences in host metabolism. Microbial Genomics, 2024; 10 (12) DOI: 10.1099/mgen.0.001322

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