I neuroni coltivati in laboratorio possono davvero evolversi? Nuove speranze dalla Tohoku University

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Di Torio Alleghi
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Neuroni coltivati in laboratorio all'interno di dispositivi microfluidici avanzati.

RomeProgresso nella Comprensione delle Neuroni Coltivati in Laboratorio

I ricercatori dell'Università di Tohoku hanno compiuto progressi significativi nello studio di come i neuroni coltivati in laboratorio possano comportarsi come quelli nei cervelli viventi. La plasticità neurale è fondamentale per l'apprendimento e la memoria, ma i neuroni creati in laboratorio hanno difficoltà a dimostrare questa capacità, sparando impulsi in modo casuale e sincronizzato. Tuttavia, grazie alle nuove tecnologie microfluidiche, si sta iniziando a superare questa sfida.

Il team dell'Università di Tohoku ha sviluppato un avanzato modello utilizzando piccoli dispositivi di controllo dei fluidi. Questi dispositivi assumono importanza grazie a diverse nuove caratteristiche.

  • Permettono ai neuroni di creare reti strutturate simili a quelle del sistema nervoso degli animali.
  • Le dimensioni e la forma dei microcanali nel dispositivo possono essere modificate per controllare la forza di interazione tra i neuroni.
  • Sostengono la formazione di diversi gruppi neuronali, consentendo lo studio di molteplici reti interattive.

Le reti ingegnerizzate hanno mostrato schemi di attività complessi e potevano modificarsi con stimoli ripetuti. Ciò suggerisce che imitano la plasticità neuronale, offrendo un modello più realistico di come i cervelli reali apprendono e si adattano.

Studiare il funzionamento del cervello è complesso a causa della sua grande complessità. I modelli animali tradizionali risultano difficili da analizzare per via delle loro reti complicate. I neuroni coltivati in laboratorio sono più facili da studiare e ci aiutano a comprendere i meccanismi di apprendimento e memoria. Tuttavia, far sì che questi neuroni artificiali si comportino come quelli reali è una sfida. L'utilizzo di piccoli dispositivi che possono imitare le interazioni naturali tra neuroni appare una soluzione promettente.

Questi risultati potrebbero portare a sistemi di intelligenza più avanzati. Sfruttando l'adattabilità osservata in questi neuroni, i ricercatori possono creare modelli migliori per le funzioni cerebrali, come la memoria. Questo è cruciale per lo studio del funzionamento del cervello e per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale che utilizzano metodi di apprendimento ispirati alla biologia.

Studiare il modo in cui funzionano i neuroni coltivati in laboratorio può rivoluzionare il trattamento delle malattie cerebrali, specialmente quelle che influenzano la plasticità cerebrale, come l'Alzheimer e altre malattie degenerative. Con il progredire della ricerca, questi modelli diventano fondamentali per connettere i sistemi artificiali con le funzioni cerebrali umane, portando a nuove idee e progressi in entrambi i settori.

Lo studio è pubblicato qui:

http://dx.doi.org/10.1002/admt.202400894

e la sua citazione ufficiale - inclusi autori e rivista - è

Hakuba Murota, Hideaki Yamamoto, Nobuaki Monma, Shigeo Sato, Ayumi Hirano‐Iwata. Precision Microfluidic Control of Neuronal Ensembles in Cultured Cortical Networks. Advanced Materials Technologies, 2024; DOI: 10.1002/admt.202400894

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