Studio innovativo: sopravvivenza delle cellule tumorali del seno nel midollo osseo post remissione

RomeLe ricerche recenti hanno dimostrato che le cellule del tumore al seno possono rimanere nel midollo osseo per molto tempo dopo il trattamento iniziale. Queste cellule sono spesso responsabili di molte recidive nei pazienti. Mentre i trattamenti tradizionali si concentrano sulle cellule tumorali attive, le cellule nel midollo osseo restano inattive ma possono riattivarsi come un tumore aggressivo anche molti anni dopo. Questo rende difficile la gestione della malattia e sottolinea l'importanza di sviluppare nuovi metodi di cura.
Scienziati hanno individuato diversi meccanismi attraverso i quali le cellule tumorali riescono a sopravvivere nel midollo osseo.
- Le cellule cancerogene interagiscono direttamente con le cellule staminali mesenchimali.
- Questo contatto facilita lo scambio di molecole essenziali, rendendo le cellule cancerogene più aggressive.
- La proteina GIV (Girdin) è cruciale nel favorire la resistenza alle terapie mirate.
- Tunnel strutturali cellulari permettono questo scambio molecolare e potenziano la metastasi.
Il lavoro esamina i "tunnel tumorali-stromali" e il loro ruolo nell'ambiente delle cellule tumorali. Questo ambiente include cellule staminali mesenchimali, cellule immunitarie e tessuti vicini. Questi elementi creano uno spazio di supporto per le cellule tumorali, facilitando il loro adattamento e aumentando la loro resistenza.
I tumori al seno positivi al recettore per gli estrogeni sono i più comuni e dipendono da specifiche interazioni per sopravvivere. La proteina GIV rende difficile l'efficacia di trattamenti come il Tamoxifene, che mirano ai recettori degli estrogeni. Assorbendo risorse dalle cellule staminali del midollo, le cellule tumorali sviluppano resistenza e possono ripresentarsi in modo più aggressivo.
Nuove scoperte per prevenire le ricadute
Questa nuova comprensione indica modi per prevenire le ricadute. Intervenendo sull'interazione tra le cellule staminali mesenchimali e GIV, possiamo ridurre la probabilità di recidive. Potrebbe essere utile concentrarsi sulle proteine specifiche o sui percorsi che consentono questa interazione.
I ricercatori stanno esplorando trattamenti che modifichino l'ambiente del midollo osseo per impedire alle cellule tumorali dormienti di attivarsi e formare nuovi tumori. Sono anche interessati a verificare se questo approccio possa essere applicato ad altri tipi di cancro che si diffondono alle ossa, il che potrebbe rendere i risultati più ampiamente utili.
Lo studio pone le basi per future ricerche volte a prevenire il ritorno del cancro al seno. Questo comporta la creazione di farmaci in grado di interferire con i tessuti che supportano il cancro o bloccare l'attività di proteine chiave come la GIV, offrendo nuove speranze per risultati migliori a lungo termine per i sopravvissuti al cancro.
Lo studio è pubblicato qui:
http://dx.doi.org/10.1172/JCI170953e la sua citazione ufficiale - inclusi autori e rivista - è
Saptarshi Sinha, Brennan W. Callow, Alex P. Farfel, Suchismita Roy, Siyi Chen, Maria Masotti, Shrila Rajendran, Johanna M. Buschhaus, Celia R. Espinoza, Kathryn E. Luker, Pradipta Ghosh, Gary D. Luker. Breast cancers that disseminate to bone marrow acquire aggressive phenotypes through CX43-related tumor-stroma tunnels. Journal of Clinical Investigation, 2024; DOI: 10.1172/JCI170953

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