Nuove possibilità: la luce trasforma materiali in potenti stati magnetici per memorie sicure

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Di Fedele Bello
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Materiale che altera le proprietà del campo magnetico con il fascio di luce.

RomeRicercatori del MIT hanno scoperto un modo per modificare i materiali antiferromagnetici utilizzando la luce, un progresso che potrebbe migliorare la tecnologia di archiviazione dati. Usando un laser a terahertz, riescono a creare un nuovo stato magnetico stabile in questi materiali. Questo è significativo perché, a differenza dei magneti tradizionali, gli antiferromagneti hanno spin atomici che si annullano a vicenda, risultando in un'assenza di magnetizzazione complessiva. Questi materiali potrebbero rivelarsi utili per sviluppare chip di memoria non facilmente influenzabili dai campi magnetici esterni.

I benefici degli antiferromagneti nella tecnologia sono molteplici. Non subiscono l'influenza di campi magnetici esterni, garantendo una maggiore sicurezza dei dati. Inoltre, permettono di immagazzinare più informazioni con un minore consumo energetico. La loro stabilità è assicurata da strutture magnetiche robuste.

Metodi tradizionali per controllare questi materiali sono stati limitati perché non reagiscono bene a campi magnetici deboli. Il team del MIT ha effettuato un importante passo avanti utilizzando la luce terahertz, diretta verso le vibrazioni atomiche naturali del materiale. Questo metodo modifica lo stato magnetico del materiale e l'effetto persiste per millisecondi, un tempo sufficiente per studi e potenziali applicazioni pratiche.

Questa innovazione apre nuove possibilità per la tecnologia della memoria. I chip di memoria realizzati con materiali antiferromagnetici potrebbero superare i sistemi di archiviazione magnetica attuali. I dati memorizzati in questi chip risulterebbero più resistenti ai fattori esterni, garantendo una maggiore durata e riducendo il rischio di perdita dei dati. L'impiego della luce per modificare gli spin offre un modo innovativo per memorizzare e cancellare i dati in questi chip.

L'utilizzo della luce per controllare i materiali quantistici potrebbe avere effetti che vanno oltre il miglioramento delle tecnologie di archiviazione. Potrebbe anche facilitare progressi nel campo dell'informatica quantistica e della scienza dei materiali. Studiando e gestendo le interazioni di questi materiali, gli scienziati possono scoprire nuove forme di materia e loro possibili applicazioni.

Ricerca condotta da istituzioni rinomate come il Max Planck Institute e la Seoul National University conferisce autorevolezza e sottolinea il potenziale impatto di questa scoperta. Man mano che questo settore si sviluppa, potrebbe rivoluzionare il modo in cui gestiamo l'elaborazione e l'archiviazione dei dati, rendendoli più efficienti e affidabili. Questo studio potrebbe risolvere le attuali sfide tecnologiche e portare a future innovazioni.

Lo studio è pubblicato qui:

http://dx.doi.org/10.1038/s41586-024-08226-x

e la sua citazione ufficiale - inclusi autori e rivista - è

Batyr Ilyas, Tianchuang Luo, Alexander von Hoegen, Emil Viñas Boström, Zhuquan Zhang, Jaena Park, Junghyun Kim, Je-Geun Park, Keith A. Nelson, Angel Rubio, Nuh Gedik. Terahertz field-induced metastable magnetization near criticality in FePS3. Nature, 2024; 636 (8043): 609 DOI: 10.1038/s41586-024-08226-x

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